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ULTIMO AGGIORNAMENTO
24 ottobre 2012


     

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6 - Riduzione dello spessore dei cliché - Montaggio e regolazione della racla

Domanda: So che ci sono dei metodi per stampare con un cliché di spessore ridotto, ci potrebbe spiegare di quali metodi si tratta e con quali mezzi raggiungere lo scopo?
Ovviamente Le preciso che lavoro alternativamente su due Tamburo Centrale una a 6 e un'altra a 8 colori, e su ambedue usiamo cliché di spessore 2,84 mm più un biadesivo semirigido di 0,38 mm.

Inoltre, non so se posso permettermi di porle un'altra domanda, ma se ciò fosse possibile, in modo definitivo vorrei sapere quanta pressione dovrebbe esercitare una lama di racla sull'Anilox per considerarsi perfettamente regolata.

Nel ringaziarla per le nozioni tecniche che ci offre, per Lei semplici, ma almeno per me molto formative e chiare, con l'occasione Le porgo i miei più Distinti e Cordiali Saluti.

Firmato Matteo Viscardi

Risposta: Caro Signor Matteo, la sua lettera ha centrato il fine della mia collaborazione con l'Editrice Stampare. Quindi meritatamente avrà la risposta alle due domande. Anche perché se Lei mi parla di pressione (intesa come Kgf/cm²) che la lama di racla a priori dovrebbe esercitare sull'anilox, significa che qualcuno le ha inculcato idee strane, bizzarre e senza fondatezza. Soprattutto perché le due flessografiche che Lei usa, sia la sei che la otto colori, hanno l'avanzamento del gruppo racla completamente in manuale, quindi tramite volantino a vite. Bene, procediamo per gradi e passiamo alla sua prima domanda, dove potrei tranquillamente affermare che i metodi, o i mezzi per usare cliché sottodimensionati, rispetto allo spessore da usarsi relativamente alle caratteristiche della flessografica, sono fondamentalmente tre. Senza considerare le varianti ottenibili con le differenze di spessore dei prodotti che di seguito nomenclerò.

1°) Supponiamo di dover stampare un prodotto con ripetizione di stampa o sviluppo pari a 50 cm, e che questo prodotto per varie ragioni si vuole o lo si deve stampare con un cliché più sottile. Lei nella fattispecie dovrà avere a disposizione un cilindro porta cliché di 51 cm, di sviluppo sul quale monterà l'ingranaggio di 50 cm. In questo caso avrà la possibilità di usare un cliché di mm 1,14 + mm 0,50 di biadesivo cushion anziché 2,84 + 0,38 mm.

Quindi, 10 mm di sviluppo maggiorato del cilindro porta cliché rispetto all'ingranaggio, offrono la possibilità di dimezzare lo spessore del cliché da 3,22 a 1,64 mm.

2°) Senza il bisogno di avere la disponibilità di un cilindro maggiorato di 10 mm rispetto all'ingranaggio, con questo secondo metodo andremo ad usare rispettivamente ingranaggio e cilindro porta cliché di 50 cm di sviluppo. In questo caso bisognerebbe avere a disposizione un prodotto denominato Cylinder Mount, il quale non è altro che un nastro monoadesivo con una durezza di circa 90 Shor. Gli spessori a disposizione sono due, pari a mm 0,50 e mm 1,02. Il Cylinder Mount si frappone tra il cilindro porta cliché e il biadesivo sul quale si andrà ad incollare il cliché (Vedi disegno n° 1). Con questa soluzione andremo ad usare un cliché di spessore 1,70 mm + mm 0,50 di biadesivo cushion + mm 1,02 corrispondente allo spessore del Cylinder Mount, per un totale di mm 3,22.

3°) Con questo terzo metodo, fermo restante l'ingranaggio e il cilindro porta cliché del medesimo sviluppo di 50 cm, potremo usare un cliché di mm 1,70 di spessore con sotto di esso uno speciale biadesivo denominato Cushion Mount, il quale ha uno spessore di ben 1,52 mm, ottenendo sempre uno spessore totale di mm 3,22.

A questo punto è doveroso da parte mia comunicare a Lei Sig. Matteo e a chi mi legge, che per avere ulteriori delucidazioni circa i due prodotti testé citati, cioè Cylinder Mount e Cushion Mount, la 3 M Italia con sede a Milano, sicuramente sarà a disposizione per soddisfare qualsiasi esigenza tecnico/commerciale.

Passiamo ora all'altra domanda riguardante la regolazione ottimale della pressione di racla. Forse non tutti sanno che la pressione della lama di racla sul proprio anilox, dipende molto spesso ed è subordinata al tipo di messa a punto che si fa già in fase di collaudo interno delle macchine flessografiche, per collaudo interno intendo i minuziosi test che si dovrebbero fare presso chi ha fabbricato la macchina. Per sua conoscenza devo precisare che esistono due generi di racla, un tipo è quella racla che riesce per sua caratteristica costruttiva a ruotare intorno ai propri due assi esterni che poggiano sui supporti laterali ( vedi disegno n° 2 ).

Mentre l'altro tipo, "racla fissa,, può solo avanzare e retrocedere rispetto all'anilox. Il sottoscritto ha sempre consigliato e preferito la prima, in quanto le due lame di racla si adattano automaticamente e con pari pressione di contatto sulla superficie dell'anilox. Dunque è sufficiente regolare con metodo la pressione, come di seguito spiegherò, e il gioco è fatto. Mentre per quando concerne la seconda ipotesi, e cioè la racla fissa, se non è testata bene da un tecnico interno all'Azienda, i problemi li ritroverà il povero Operatore in produzione, che si vedrà davanti una racla che perde inchiostro da tutte le parti pur agendo al massimo sulle pressioni.

Come si regola quindi una perfetta pressione di racla? Prendiamo come primo esempio una racla che ruota intorno ai propri assi, e cioè quella del disegno n° 2:

1) Si portano a contatto le due lame e quindi di conseguenza anche le guarnizioni laterali sulla superficie dell'anilox (siate sicuri della completa chiusura della racla);

2) Si da inchiostro, e quando l'inchiostro fuoriesce dallo scarico della racla, quindi certi che è colma di inchiostro, si pone l'anilox in macinazione;

3) Agendo sui volantini laterali di regolazione, molto lentamente si fa arretrare la racla fino a quando sulla superficie dell'anilox, per mancanza di contatto fra anilox e lama, l'inchiostro fuoriesce con maggiore quantità. A questo punto si deve ritornare in avanti sempre molto lentamente verso l'anilox, fino a quando non si è annullata quella maggiore quantità d'inchiostro che precedentemente e volutamente si era provocata. Fatto ciò si da ? di giro in più per sicurezza, e il gioco è fatto alla perfezione che meglio non si potrebbe. La cosa importante, ripeto, è fare l'arretramento e l'avanzamento della racla tramite il volantino di regolazione il più lentamente possibile e il più parallelamente possibile rispetto all'anilox, in caso di dubbio ripetere eventualmente l'operazione.

Con questo semplicissimo ma funzionale metodo di regolazione della pressione di racla, si mantiene al massimo possibile la lama dritta rispetto alla superficie dell'anilox, esattamente come dovrebbe funzionare, quindi senza curvarsi. In quanto una eccessiva pressione serve solo a far lavorare male la lama senza che questa assolva al compito di raclare bene.

Consideriamo ora un gruppo racla del tipo fisso, cioè che per sua conformazione non ruota. La sua regolazione non cambia affatto rispetto a quanto descritto nei precedenti tre punti, però quando questo genere di racla viene messa in macchina per la prima volta, o quando sostituite le sue lame, bisogna controllare sempre, sia il suo allineamento che il parallelismo delle due lame rispetto alla superficie dell'anilox.

Come si fa?

Fate ciò che di seguito vi spiego con una racla pulita, e con le due lame nuove e ben montate. Preparatevi un pezzetto di lama di racla lunga circa 10 cm, badate che non ci siano sbavature provocate nel tagliarla, altrimenti levigate i bordi con una mola o della carta abrasiva fine. Quindi 10 cm di lama perfettamente dritta e liscia sui quattro lati. Tenendo questo pezzetto di lama tra le dita di una mano, con l'altra mano accostate la racla all'anilox, quando state per portare a contatto la lama superiore di racla all'anilox, frapponete tra l'anilox e la lama di racla il pezzetto di lama precedentemente preparato, e fatela scorrere in senso verticale avanzando contemporaneamente con la racla verso l'anilox, fino a sentire che il pezzetto di lama sta forzando leggermente per scorrere appunto fra l'anilox e la lama di racla. Badate! La pressione, e la forza esercitata per far scorrere il pezzetto di lama tra l'anilox e la lama di racla, sia a destra che a sinistra, e al centro della racla, dovrà essere minima e perfettamente similare. Regolata questa pressione minima e uniforme sulla lama superiore della racla, senza toccare i volantini di avanzamento, togliete la bacinella dell'inchiostro sottostante, e controllate se a destra, al centro e a sinistra della lama inferiore di racla state esercitando la stessa e identica pressione per far scorrere il pezzetto di lama tra l'anilox e la lama di racla. Se noterete la stessa pressione, sia sulla lama superiore che sulla lama inferiore, vorrà dire che la racla è montata bene, se invece la pressione è diversa, significa che dovete modificare Voi l'angolo di curvatura della racla agendo sulle viti di regolazione. Potrebbe anche capitare che sul lato destro o sinistro e fino a più o meno il centro della racla, notiate la stessa pressione di quella superiore, mentre oltrepassando il centro la pressione potrebbe aumentare o diminuire. In questo caso o è stata montata male la lama sulla sede della racla, o sono storte le sedi o in ultima ipotesi la medesima racla è storta e non perfettamente piana. Ma come dicevo all'inizio, questi controlli dovrebbero essere preventivamente fatti all'interno dell'Azienda e in fase di collaudo interno della macchina flessografica.

Resta da dire che una volta regolata la racla sull'anilox sia a livello di allineamento, che a livello di parallelismo, si procede per la regolazione della pressione di lavoro come ai punti 1) - 2) - 3) già citati precedentemente.

Nella speranza di aver risposto il più comprensibile possibile alle due domande del Signor Matteo e senza trascurare la chiarezza nelle risposte, mi auguro di essere stato utile a tanti Operatori - Stampatori che potrebbero imbattersi o aver avuto gli stessi problemi.

Firmato Nicola Pugliese

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